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21 Mar, 2024
Posted by Andrea De Fazi
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Inverter fotovoltaico: ecco come funziona e come può essere utile

Quando si parla di impianti fotovoltaici, non si può fare a meno di parlare anche di inverter fotovoltaico: ecco come funziona

Nel momento in cui si parla di inverter fotovoltaico, si cita probabilmente solo la punta di un gigantesco iceberg. Al di sotto del quale si trovano tante altre componenti fondamentali, che contribuiscono al corretto funzionamento di tutto l’impianto. Nonostante sia solo uno degli elementi che fanno funzionare l’intero meccanismo, è al tempo stesso uno dei più importanti in assoluto.

Soprattutto per gli impianti moderni, i quali si prestano molto meglio ad ospitare funzionalità di questo tipo. In questo articolo di approfondimento, si vedrà il corretto e regolare funzionamento di un elemento indispensabile per la produzione dell’energia solare. Gli inverter possono essere di varie tipologie, a seconda della potenza dell’impianto. Ma il loro funzionamento in linea di massima rimane privo di variazioni.

Inverter fotovoltaico: cos’è e in cosa consiste

Si tratta di un apparecchio che si occupa di trasformare la corrente continua in alternata. Originariamente, la corrente generata dall’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici è continua. Ciò significa che è caratterizzata da un flusso di produzione costante nel tempo, il che si traduce inevitabilmente in un dispendio energetico maggiore.

Impianto fotovoltaico
Impianto fotovoltaico (Pixabay)

Avendo queste caratteristiche, è una tipologia di energia non utilizzabile in ambito domestico. Dunque, è necessario che questa venga trasformata in un formato adeguato, ovvero in energia alternata. Oltre a questa trasformazione, un inverter contribuisce anche ad una migliore efficienza di tutto l’ecosistema fotovoltaico, senza contare la sua dichiarata compatibilità con le normative in vigore. Nel complesso, si tratta di un dispositivo indispensabile sia a livello funzionale che normativo.

Ma per poter ricoprire un ruolo del genere, questo apparecchio deve anche possedere determinate caratteristiche. Per poter spiegare la sua struttura, è necessario ricorrere ad un paragone pratico.

Quali sono le sue caratteristiche?

Le caratteristiche di un inverter non sono affatto complesse, se le si paragona ai sistemi elettrici più comuni. Nonostante ciò, è un circuito elettrico molto complesso, ricoperto da un involucro fatto interamente di metallo. Non esiste una collocazione ben precisa, poiché questi apparecchi possono essere posizionati vicino ai pannelli, sotto al tetto dell’abitazione, all’interno o all’esterno di essa.

Ciò che invece risulta essere un aspetto rilevante, sono le dimensioni dell’inverter. Questo poiché devono essere per forza di cose adeguate alla potenza dell’impianto, e sbagliare misura significherebbe avere tra le mani un accessorio inutilizzabile. Se per esempio si ha a disposizione un impianto da 3 kW, allora anche l’apparecchio in questione dovrà presentare le stesse tipologie.

A seconda della qualità che l’apparecchio presenta, potrà durare anche 10 anni. Ovviamente, dei materiali di minore caratura faranno sì che la sua durata diminuisca drasticamente. Nel migliore dei casi si possono avere a disposizione anche impianti dalla durata di 15 anni, ma solamente nelle casistiche in cui la fascia dei componenti è molto alta.

Non meno importante il sistema di monitoraggio integrato, che si pone l’obiettivo di tenere informato il proprietario riguardo il flusso energetico prodotto. Caratteristica molto importante, per poter impostare un intervento di manutenzione efficace, nel caso in cui ce ne dovesse essere bisogno. Una volta viste queste caratteristiche, si può finalmente passare al suo funzionamento effettivo.

Come funziona un inverter fotovoltaico?

Anche in questo caso, per spiegare al meglio il modo in cui funziona un inverter fotovoltaico è necessario un paragone. Rimanendo in ambito energia elettrica, si può paragonare il suo funzionamento al processo che un alternatore ed un trasformatore creano simultaneamente. L’alternatore si occupa della conversione dell’energia meccanica in corrente ad energia alternata.

Il trasformatore, invece, genera direttamente l’energia alternata. Si tratta dunque di un passaggio pratico a tutti gli effetti, con la differenza che questa funzione è supportata da un circuito transistor. A sua volta, per definizione, il transistor è un circuito il cui funzionamento è collegato a tre terminali: base, collettore ed emettitore. Il suo scopo è quello di permettere (o impedire) il flusso dell’energia all’interno del circuito elettrico. In questo caso, ne permette lo scorrimento.

Al momento della sua installazione, si potranno vedere inoltre tre spie differenti. La prima, con una luce blu, indica la corretta comunicazione con l’impianto di monitoraggio. La seconda, che indica una luce verde, riguarda la produzione di energia attualmente attiva. Se invece la luce verde lampeggia, significa che la corrente alternata è in funzionamento, ma che per qualche motivazioni l’energia non sta venendo prodotta. La terza e ultime spia, di colore rosso, indica un malfunzionamento del sistema.

Conoscere ogni singolo elemento di questo sistema è fondamentale, poiché permette non solo di effettuare un monitoraggio costante e preciso, ma di conseguenza anche intervenire laddove dovesse essere necessario. Gli inconvenienti più comuni sono cortocircuiti o falle del sistema operativo, ma nella maggior parte dei casi sarà tutto risolvibile tramite manutenzione apposita. Chiaramente, così come per l’installazione dell’impianto in sé, anche l’inverter presenta un costo.

Costo di installazione e tariffe

Nonostante l’installazione di un inverter fotovoltaico sia un investimento oneroso, è concettualmente sbagliato vederlo come un costo. La spesa è certamente alta, anche se il prezzo è variabile a seconda dell’azienda che se ne occupa. Va per l’appunto inteso come un investimento, essendo questo apparecchio indispensabile per il funzionamento dell’impianto.

La fascia di prezzo ideale può andare dai 500 ai 900 euro. Tutto dipende da vari fattori, come accennato in precedenza. Sia dai kW dell’impianto che dalla qualità dell’apparecchio. Più questo sarà performante, maggiore sarà il suo prezzo finale. Se ci si rivolge ad una ditta specializzata, il prezzo lieviterà ulteriormente per forza di cose. Tuttavia è un’opzione consigliata, non essendo facile installare determinati dispositivi, i quali richiedono caratteristiche tecniche di un certo peso.

Facendo una stima media dei prezzi dei principali distributori in Italia, si può intuire immediatamente come i kW siano un fattore estremamente condizionante in termini di prezzo, sia nel bene che nel male. Per gli impianti destinati ad un uso aziendale, dove per forza di cose si può parlare anche di 20 kW, un inverter può arrivare a costare anche 3.000 euro. Se desideri approfondire questo discorso, che tu sia un privato o un’azienda, facendo clic a questo link riceverai tutte le informazioni necessarie.

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