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29 Mag, 2024
Posted by Andrea De Fazi
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Impianti fotovoltaici: i migliori modelli sul mercato

Quali sono i migliori impianti fotovoltaici presenti sul mercato? Ecco una lista dei modelli più convenienti, per prezzo e caratteristiche.

Gli impianti fotovoltaici possono avere caratteristiche differenti tra loro. Essendo un mercato in costante espansione, è altamente probabile che nel corso di un futuro non troppo lontano possano arrivare anche altre tipologie di impianti.

Lo sviluppo delle nuove tecnologie aprirà le porte a delle nuove metodologie, facendo sorgere nuovi modi con cui utilizzare il fotovoltaico. Un esempio pratico è l’agrivoltaico, dove l’energia rinnovabile viene utilizzata come supporto attivo per l’agricoltura, ottenendo tra l’altro risultati altamente soddisfacenti.

Prima di approfondire la lista dei migliori modelli presenti sul mercato, è doveroso riepilogare a cosa corrisponde la definizione di impianto fotovoltaico.

Impianto fotovoltaico: cos’è e in cosa consiste

A livello puramente basilare, un impianto fotovoltaico è un sistema che sfrutta l’energia solare per produrre energia elettrica. Il processo di conversione con cui avviene tutto ciò è ovviamente molto più complesso e articolato, per quanto la sua rapidità possa lasciare pensare diversamente.

Fotovoltaico
Fotovoltaico (Pixabay)

Ad ogni modo, all’interno di qualsiasi impianto che si rispetti accade esattamente quanto appena descritto. La luce emanata dal sole viene presa, elaborata e convertita in energia elettrica. Ottenendo un’efficienza maggiore, dei costi minori e soprattutto un impatto ambientale nettamente inferiore.

La loro composizione è fatta da celle fotovoltaiche, solitamente realizzate in silicio, le quali contribuiscono quotidianamente alla produzione di energia. Nel momento in cui il flusso di corrente viene generato, si può a tutti gli effetti utilizzare l’energia prodotta.

E anche nell’esatto momento in cui si fruisce di quanto prodotto, il processo di produzione non si interromperà affatto. Questa è una funzione utile soprattutto nei momenti di maggiore necessità, e viene resa possibile da dispositivi quali piani di accumulo e molti altri ancora.

Impianti fotovoltaici: perché ne esistono così tanti?

Esistono varie tipologie di impianti fotovoltaici. Ciò avviene per varie motivazioni, che riguardano questioni economiche ma anche questioni di natura tecnica. Come anticipato nel corso del primo paragrafo introduttivo, essendo il fotovoltaico un settore prolifico viene da sé che gli investimenti siano ingenti.

E si sa, investimenti ingenti non possono che portare ad una continua innovazione. Innovazione che permette, tra le tante cose, di realizzare nuovi modelli di impianto. Gli stessi modelli vengono poi utilizzati in vari ambiti, come nel caso del già citato agrivoltaico.

Avere a propria disposizione una scelta così ampia è molto utile anche al consumatore, il quale può attingere da varie “fonti” e realizzare diversi scopi. Il fotovoltaico non è utile solamente per scopi casalinghi, ma anche e soprattutto aziendali.

Questo è possibile anche grazie ai tanti incentivi messi a disposizione dallo Stato. Tutti elementi che contribuiscono a generare un ecosistema in costante crescita. Non è un caso, il fatto che si stimi che entro il 2030 la maggior parte degli impianti energetici sarà alimentata proprio dalle rinnovabili.

Ecco i modelli più gettonati

I modelli più gettonati presenti in commercio sono tendenzialmente due: stand alone e grid-connected. Per definizione, gli impianti di tipologia stand alone (off-grid) non sono connessi alla rete. Ciò significa che tutta l’energia viene distribuita e immagazzinata a livello locale, senza diffondersi nella rete.

Sono impianti che si servono dell’utilizzo di batterie di accumulo, inverter e molti altri dispositivi di rilievo. Tra le loro principali peculiarità vi rientrano indubbiamente il fatto che non si producano emissioni, e che i costi siano nettamente ridotti rispetto ad altri modelli dove l’investimento è leggermente superiore.

Per quanto concerne invece gli impianti fotovoltaici grid-connected, in questo caso entra in gioco il collegamento alla rete. Traducendo ciò in maniera semplice, nel momento in cui il fabbisogno energetico non viene soddisfatto dalla produzione di energia solare, l’impianto la preleva dalla rete elettrica.

Si tratta dunque di un supporto ulteriore, che nonostante possa risultare meno conveniente in realtà è tendenzialmente più comodo della tipologia citata sopra. Si può inoltre monetizzare l’energia in eccesso che viene prodotta, cosa non scontata e che può aiutare a ridurre ulteriormente la cifra investita.

Come spesso viene detto, la parola chiave da tenere a mente quando si parla di fotovoltaico è proprio investimento. Se si concepiscono le energie rinnovabili come una spesa, si corre il rischio concreto di non valutarle per quello che sono realmente. Ossia, un investimento utile per il futuro.

Impianti fotovoltaici: altre tipologie secondarie

Le categorie citate sopra sono le più gettonate in assoluto, quando si parla di impianti fotovoltaici. Tuttavia, il mercato attuale offre prospettive ampie, con tante opzioni messe a disposizione dei consumatori.

Ragion per cui in questo paragrafo saranno analizzate anche le tipologie secondarie. Nonostante siano marginali rispetto agli impianti collegate e scollegati alla rete elettrica, ciò non significa che siano opzioni da scartare a priori.

Può infatti essere un buon compromesso anche un impianto storage, il quale rappresenta una via di mezzo tra i due modelli citati. Tutta l’energia prodotta è sostanzialmente utilizzata per soddisfare il proprio fabbisogno quotidiano, mentre quella in eccesso si colloca all’interno delle batterie di accumulo.

Ci sono poi le tipologie plug and play, dove si ricorre all’utilizzo di una presa elettrica che gestisce tutto. I pannelli solari sono infatti collegati tra loro in maniera agevole, dando l’idea effettiva di un impianto molto più leggero. Sia come peso e dimensioni che come consumo.

Ovviamente, si avrà una lieve riduzione anche in termini di produzione, ma per un uso casalingo la scelta appena descritta è l’ideale. Nonostante i modelli citati possano sembrare diametralmente opposti tra loro, in realtà questi rispondono tutti allo stesso ideale: investire per poi risparmiare in seguito.

A prescindere da quale sia la propria scelta, seppur ognuna di queste abbia caratteristiche e differenze, i vantaggi che si potranno vedere rispetto all’ordinaria energia elettrica saranno davvero difficili da non notare.

Non è tuttavia una scelta facile; servono idee chiare, obiettivi e soprattutto un budget definito, se si vuole fare un investimento mirato ad un ritorno nel medio periodo. Se pensi di avere bisogno di una guida, oltre ai tanti articoli presenti sul nostro blog c’è una squadra di esperti pronta ad aiutarti.

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