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21 Mag, 2024
Posted by Andrea De Fazi
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Impianti elettrici a norma: ecco come evitare guai con la legge

Gli impianti elettrici per essere considerati a norma devono rispettare una serie di normative: ecco come evitare guai con la legge.

Per fare in modo che gli impianti elettrici possano essere considerati a norma, ci sono alcune regole fondamentali da rispettare. Nel caso in cui i requisiti in questione fossero tutti presenti e messi al loro posto, allora l’impianto in questione potrà compiere regolarmente il suo corso. Diversamente, onde evitare sanzioni amministrative pesanti, ci si dovrà per forza di cose mettere in regola.

La messa a norma di un impianto elettrico richiede a sua volta degli interventi ben precisi, che devono essere effettuati per forza di cose da dei professionisti qualificati. Soprattutto quando si ha a che fare con la corrente elettrica, a meno che non si abbiano in possesso le competenze adatte è sempre meglio rivolgersi a degli esperti. Non sono infatti procedure che possono essere svolte in autonomia, fatta eccezione per chi fa parte dei suddetti professionisti.

Ma come si regolarizza un impianto? Ci sono vari compiti da portare a termine, sia di natura tecnica che successivamente di natura burocratica. Esistono inoltre delle ulteriori differenze col rifacimento vero e proprio dell’impianto, a proposito del quale verrà dedicato un paragrafo dedicato.

Impianti elettrici: come si mettono a norma?

Solitamente, la messa a norma si effettua su un impianto già esistente. Questo poiché soprattutto per gli impianti di recente installazione, sono procedure che risultano verificate nell’esatto momento in cui vengono alla luce. Le normative in vigore richiedono che si rispettino determinati standard, regolamentati a loro volta da delle norme legislative.

Impianto elettrico (Pixabay)

La norma principale a cui si fa riferimento è targata CEI 64/8. Aggiornata al 2011, racchiude al suo interno tutti i parametri da seguire e da rispettare per la messa a norma. Quando si pensa a certe procedure, non bisogna affatto riferirsi ad un cambiamento totale del proprio impianto. La sua struttura rimarrà infatti tale, al netto di alcune piccole modifiche necessarie per fare sì che tutto sia in regola.

Una volta che il team di professionisti qualificati avrà svolto tutte le verifiche del caso, si potrà finalmente accertare la regolarità o meno dell’impianto. In caso contrario, l’intera procedura dovrà essere ripetuta da capo, individuandone le eventuali criticità non emerse nella fase iniziale del lavoro. Nel prossimo paragrafo, si potrà vedere a livello teorico e pratico come funziona questo procedimento.

Quali requisiti bisogna rispettare?

Per prima cosa, bisognerà adattare la potenza dell’impianto elettrico in base al suo dimensionamento. Ciò significa che un impianto collocato in uno spazio di 75 metri, dovrà presentare circa 3 kW di potenza. Altrimenti, se la metratura dovesse essere superiore anche solo di qualche metro, si dovrà passare ad un assetto da 6 kW di potenza.

Il quadro elettrico, ovvero la centralina di tutto l’impianto, dovrà obbligatoriamente disporre di due interruttori differenziali, meglio noti come salvavita. Questi salvaguarderanno l’impianto nel caso di temporali e avversità varie, che possono portare a cortocircuiti e altre situazioni pericolose. Questi interruttori provvederanno allo spegnimento immediato del flusso di corrente non appena il sistema elettrico presenterà un guasto.

A dirigere tutto il contatore dovrà esserci un unico interruttore generale, riducendo così il numero di dispositivi da utilizzare. Un altro requisito fondamentale che bisognerà rispettare, sarà la separazione dell’alimentazione delle luci da quella degli elettrodomestici. Inoltre, un impianto elettrico a norma prevede sia la messa a terra che una serie di protezioni su tutti i cavi, facendo in modo che sia questi che i tubi non risultino scoperti. Tenendoli dunque alla larga dall’umidità e dalle infiltrazioni.

Queste indicazioni sono ovviamente riferite agli impianti domestici. Per un eventuale uso aziendale, ci sono degli standard ancora più elevati da rispettare.

Impianti elettrici: ecco quando vanno messi a norma

Nonostante esistano delle importanti distinzioni in materia, l’obbligo di messa a norma degli impianti elettrici è perenne. Il DM numero 37 aggiornato al 2008, stabilisce le condizioni secondo le quali la messa a norma è di fatti obbligatoria. Se il sistema elettrico in questione è stato installato dal 1990 in poi, seguiranno le normative riferite a quell’anno.

Parlando invece degli impianti installati prima degli anni ’90, questi non dovranno superare un differenziale superiore ai 30 milliampere. Tuttavia, essendo la normativa inerente alla sicurezza cambiata nel corso del tempo, il periodo temporale a cui si dovrà fare riferimento è quello attuale. Effettuare la messa a norma è importante non solo per questioni legislative, ma anche per cercare di ottenere una maggiore efficienza in termini di prestazioni dal proprio impianto.

Cosa che non sempre viene resa possibile, laddove sono presenti delle criticità. Nel caso in cui la situazione dovesse richiederlo, si potrà anche optare per una scelta di qualità superiore. La cosa fondamentale, oltre ad ogni doveroso upgrade tecnico, è chiaramente che la sicurezza sia messa al primo posto. Superato questo step, si potrà procedere come da desiderio.

Differenza tra messa a norma e rifacimento

La messa a norma degli impianti elettrici, come anticipato qualche paragrafo fa, non richiede per forza l’intero rifacimento dell’impianto. Si tratta solitamente di una procedura che richiede poche modifiche, non sempre di natura tecnica. Il rifacimento vero e proprio, prevede invece che si metta mano in ogni singolo aspetto dell’impianto elettrico. Dalla centralina passando per tubi, cavi, interruttori e via discorrendo.

Non sempre la messa a norma è sufficiente per risollevare le sorti di un impianto elettrico. A volte potrebbe infatti essere necessario ripetere tutto da zero, chiaramente anche in questo caso con l’ausilio di un team di professionisti. A proposito di professionisti, coloro che si occupano della messa a norma si occupano solitamente anche del totale rifacimento. Ad un costo ovviamente superiore, essendoci molti più compiti da portare a termine.

Si possono sfruttare anche in questo caso delle agevolazioni fiscali, nel caso in cui tutto l’edificio in cui l’impianto energetico risiede debba essere riqualificato. Per saperne di più su questa pratica, prenota una consulenza gratuita con il nostro team di esperti facendo clic a questo link. Scoprirai come mettere a norma il tuo impianto elettrico, evitando così guai legislativi.

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