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13 Giu, 2024
Posted by Andrea De Fazi
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Edilizia residenziale pubblica: ecco cos’è e in cosa consiste

In questo articolo vedremo in cosa consiste l’edilizia residenziale pubblica. A partire dal suo significato passando per i suoi requisiti.

Conosciuta come edilizia popolare, l’edilizia residenziale pubblica (sigla ERP) consiste nell’attivazione della pubblica amministrazione su tre livelli differenti: statale, regionale o locale. Questa misura nasce per i cittadini, i quali possono ottenere degli alloggi tramite una forma agevolata di proprietà o di affitto.

La fascia di cittadini che prende parte a queste iniziative promosse dalla pubblica amministrazione, è generalmente una categoria di persone che per ragioni economiche non può accedere al mercato privato. Soprattutto per via dei suoi ingenti costi, che di recente non hanno fatto altro che salire ulteriormente.

Si tratta dunque di una tematica che sta molto a cuore ai cittadini, soprattutto perché permette a numerose famiglie bisognose di avere quello che, a volte, è semplicemente un tetto sopra la testa. Cosa decisamente non scontata, in un periodo storico fatto di rincari e grandi difficoltà sociali ed economiche.

Ma quali sono i requisiti per accedervi? E come avviene questa procedura nello specifico? Lo scopriremo nei prossimi paragrafi, dove si parlerà tra le tante cose anche di reddito.

Edilizia residenziale pubblica: come e quando si è sviluppata in Italia?

L’edilizia popolare in Italia ha avuto modo di venire alla luce grazie ad una proposta di Luigi Luzzatti, presidente del Consiglio dei Ministri dal 1910 al 1911 per conto del Regno d’Italia. Precisamente nel 1903, nacque l’Istituto Case Popolari.

La sua funzione principale all’epoca era quella di regolamentare e concedere l’accesso alle case popolari ai cittadini. Questo servizio era dedicato solamente a coloro che ne avevano maggiore bisogno, naturalmente, e solamente svariati decenni dopo si ebbe la percezione di quanto tutto ciò fu prezioso.

Nel corso degli anni ’50 nacque il piano Fantani, cognome del ministro del Lavoro dell’epoca. Questa misura diede modo allo Stato di intervenire a supporto dell’edilizia popolare creando ben 2 milioni di alloggi destinati a questo uso.

Sebbene in altri Paesi questo procedimento sia stato molto più tortuoso, il modello dell’edilizia popolare è un fattore determinante in numerose società. Soprattutto negli Stati di maggiore stampo garantista, dove vengono tutelati non solo i principi della Costituzione, ma anche i bisogni sociali dei cittadini.

Allo stato attuale, in Italia l’edilizia popolare ricopre ancora un ruolo di assoluta rilevanza. Si stima infatti che in tutto il territorio ci siano circa 805.000 mila case popolari, per un totale di oltre 2 milioni di persone che vivono al loro interno.

A chi è destinata l’edilizia popolare?

Per definizione, l’edilizia popolare è destinata a tutti coloro che hanno difficoltà economiche tali da non poter prendere parte al mercato immobiliare privato. Esiste tuttavia una procedura molto più complessa, che consiste in delle graduatorie di accesso pubblicate da ogni Comune italiano.

I bandi in questione sono pubblici, e per potersi candidare è necessario compilare dei questionari specifici. Al loro interno sono presenti domande sul reddito, sul numero dei membri del proprio nucleo familiare, sulla propria residenza e via discorrendo.

Nel momento in cui ci sono degli alloggi liberi o che si sono liberati della presenza degli inquilini precedenti, la graduatoria procederà per assegnazione di diritto. Ciò significa che, a seconda della propria posizione, si riceverà l’alloggio.

Non esistono solamente requisiti economici da soddisfare, ma anche “sociali” per così dire. L’edilizia residenziale pubblica è destinata anche a disabili, genitori senza partner e con dei figli a proprio carico, passando inoltre per cittadini italiani senza fissa dimora.

Il termine “senza fissa dimora” descrive quella categoria di persone che vivono sotto portici, centri di accoglienza, macchine, camper, baracche e altri stabilimenti precari. Queste persone sono essenzialmente le prime indiziate per eventuali assegnazioni di alloggi popolari.

Edilizia residenziale pubblica: quali sono i requisiti di accesso?

L’edilizia residenziale pubblica prevede dei requisiti di accesso obbligatori per potervi accedere. Tra quelli più importanti vi rientra anche il reddito, che costituisce un parametro di valutazione fondamentale in ottica di assegnazione degli alloggi popolari.

In linea di massima, il reddito annuale non dovrà superare i 20.000 mila euro di ISEE. Al di sotto o al pari di questa soglia di tolleranza, si potrà avere accesso alla graduatoria. Per l’assegnazione in sé, chiaramente, ci sono molti altri fattori da valutare.

Si dovrà inoltre abitare nella stessa casa per 5 anni continuativi, e soprattutto senza avere a proprio carico condizioni di morosità. Un altro requisito fondamentale è la cittadinanza. Chi è nato in Italia possiede di default, per quanto concerne invece gli stranieri, dovranno anche loro essere regolari.

Edilizia popolare: costi e formule di accesso

Non tutti sanno che l’edilizia popolare comporta anche dei costi. Essi sono strettamente correlati ai costi accessori e alle utenze. Spese condominiali, acqua e corrente elettrica sono molto spesso costi di bassa caratura, ma tutto dipende dalla famiglia in sé.

Una persona single senza chissà quale famiglia numerosa, avrà per forza di cose una bolletta molto meno dispendiosa rispetto a chi ha due figli a carico. In linea di massima, una famiglia può spendere circa 650 euro all’anno.

Riscaldamento e acqua comportano ovviamente il costo maggiore, e tutto ciò arriva ad aumentare se l’edificio in questione è dotato di un ascensore. L’affitto viene invece calcolato in base al reddito di appartenenza, senza contare il coefficiente che ogni Regione stabilisce per i nuclei coinvolti.

Dai paragrafi precedenti si può quindi dedurre che l’edilizia popolare in Italia ricopra un ruolo fondamentale. Le famiglie bisognose e con un reddito inferiore a 20.000 mila euro all’anno sono circa il 10% del totale.

Una cifra che fa riflettere, e che potrebbe portare la pubblica amministrazione a delle agevolazioni sempre più puntuali e precise. A questo proposito, numerosi Comuni italiani hanno concesso degli incentivi a coloro che inaugureranno dei lavori di ristrutturazione nei loro alloggi.

Un esempio in tal senso ci viene pervenuto da Roma, che ha deciso di aiutare i suoi cittadini con degli alloggi più all’avanguardia e meno obsoleti. Se anche tu sei residente all’interno di un alloggio popolare e vuoi ristrutturare il tuo appartamento fai clic a questo link: il nostro team di esperti saprà come aiutarti.

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